domenica 30 giugno 2013

La fine di Arcadia

"Quello che il mondo intero definisce come patrimonio dell'umanità si riferisce alle immense ricchezze storiche, artistiche, archeologiche che si trovano sul suolo italiano quantificato a oltre il 50% del patrimonio totale del globo, un lascito storico antico e moderno ricchissimo, da parte di tanti uomini semplici e illustri antenati che hanno conosciuto la sofferenza e l'umiliazione di non essere un popolo. Erano popolo diviso in centinaia di piccoli stati, ducati, contee, signorie alla mercé di invasioni dolorose e violente di ogni razza e malgrado tutto  hanno creato, costruito e custodito con amore e sentimento idee lungimiranti e meravigliose, opere immortali, come vero faro della civiltà umana. Hanno sofferto e sognato  un futuro radioso in una patria, chiamandola Italia. Questo patrimonio e queste idee hanno creato opere di architettura, opere d'ingegno, arte, cultura, letteratura e scienza, di inestimabile valore e che si trovano su una terra meravigliosa ed unica sotto tutti i punti di vista, un tempo immaginato e chiamato da ogni popolo europeo con amorevole passione con l'appellativo mitologico di "Arcadia", un luogo, un archetipo, un paradiso perfetto, terra della bellezza, della poesia, della musica, delle arti, della contemplazione estetica... oggi disgraziatamente deturpata con la loro immonda presenza, abitata e devastata, da un' accozzaglia di gentaglia malata da un patologico istinto di morte paragonabile ad un cimitero abusivo. Peggiori di coleriche e pestifere colonie  di immondi ratti che saccheggiano e distruggono come bande di nuovi barbari, ogni cosa li circondi,  ispirati solo da un demenziale e purulento individualismo, incapaci di pensare altro che se stessi, poveri miserabili comparse, affetti  e malati da un patologico disturbo bipolare e per questo qualsiasi cosa che incontrano o che abbia un briciolo di storia o bellezza lo devono distruggere per una miserabile considerazione che hanno di se stessi e del profitto. Dal nord al sud, questi individui chiamati italiani da un insignificante pezzo di carta, sono meritevoli solo di vivere nelle loro discariche abusive, nei loro liquami e andrebbero seppelliti sotto le colate di cemento che producono a profusione ogni anno divorando milioni di ettari di bellezza paesaggistica e storica. Voglio esprimere tutto il mio disgusto e disprezzo verso costoro, indegni di avere una cittadinanza, una nazionalità, un'appartenenza civile  e che odio e disprezzo profondamente. Mi auguro ogni giorno che vivo che qualcuno (qualsiasi essere umano purché non appartenga alle bande di questi umanoidi ) si renda conto che questo immenso patrimonio lo stanno distruggendo, che vada urgentemente salvaguardato per conservarlo e tramandarlo alle future e meritevoli generazioni della terra, che vada tolto con la forza se necessario, sequestrato, espropriato dall'azione distruttiva e debosciata di questi umanoidi indegni di calpestare questa  terra chiamata Italia."


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